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Il programma del biennio IGEA

Piani di Studio e Programmi del Biennio IGEA

 

Premessa e indicazioni generali I contenuti : diritto
Indicazioni metodologiche

 

I contenuti : economia

 

PREMESSA

In conseguenza dei profondi e dinamici cambiamenti intervenuti nella realtà economico-sociale è già da tempo evidente che il curricolo di studio dell'indirizzo per "ragioniere e perito commerciale" degli ITC non risponde più né alle esigenze del mondo del lavoro né alle aspettative della società più in generale che richiedono ai neo-diplomati conoscenze, competenze e abilità nuove.

Le considerazioni da cui si è partiti per elaborare questo nuovo curricolo sono molteplici ed in sintesi riguardano:

bulletla consistente inadeguatezza dei programmi in vigore rispetto alla struttura economica attuale e prospettica del paese, caratterizzata dallo sviluppo del settore terziario ed in particolare da quello delle tecniche di distribuzione, dal decentramento produttivo delle imprese industriali, dalla diffusa partecipazione dello Stato all'attività economica;
bulletil mutamento radicale del quadro legislativo che con la riforma tributaria e i successivi provvedimenti in materia doganale, bancaria e valutaria ha di fatto riformato il diritto commerciale;
bulletla decisiva svolta impressa dagli studi di economia aziendale alle tecniche contabili che da strumento di rilevazione prevalentemente consuntivo hanno assunto la valenza e l'autorevolezza di strumenti di previsione, controllo e guida ai fini di una più efficace conduzione aziendale;
bulletla complessità e la rilevanza assunta dalle operazioni di gestione aziendale anche sotto il profilo civilistico-fiscale;
bulletla trasformazione indotta nell'organizzazione aziendale dal ricorso a procedure automatizzate per il trattamento delle informazioni e quindi l'esigenza di formare giovani che siano buoni utilizzatori dello strumento informatico;
bulletla collocazione europea della nostra cultura;
bulletla continua e rapida evoluzione tecnologica che richiede ai giovani una vasta professionalità di base e lo sviluppo di competenze nuove.

Alla luce di tutto ciò, si è strutturato un curricolo che, in linea con le indicazioni espresse dalle istituzioni scolastiche, dal mondo scientifico e dal sistema produttivo, ha il fine di formare una persona capace di inserirsi in contesti aziendali diversi, tutti caratterizzati dalla presenza di fenomeni complessi, dalla sempre più diffusa automazione, dai frequenti mutamenti tecnologici ed organizzativi.

Per ottenere la figura professionale delineata è stato totalmente ristrutturato l'intero quinquennio e le principali innovazioni riguardano:

bulletla suddivisione, nel biennio, delle discipline fra area comune ed area di indirizzo secondo quanto suggerito dagli orientamenti pedagogici più recenti;
bulletl'aumento complessivo delle ore di insegnamento settimanali con ampi spazi riservati all'attività di laboratorio;
bulletl'inserimento nell'area comune del biennio di una materia denominata "Diritto ed economia" che supera il concetto di "Educazione civica", ritenuta inadeguata alle attuali esigenze formative;
bulletl'accorpamento di Ragioneria e Tecnica in un unico insegnamento denominato "Economia aziendale" che si sviluppa durante l'intero quinquennio;
bulletla revisione sostanziale dell'insegnamento della Matematica a cui viene affidato il compito di veicolare anche l'informatica secondo gli intendimenti del Piano Nazionale Informatica;
bulletl'istituzione delle discipline "Scienza della materia" e "Scienze della natura" per l'insegnamento integrato dell'area scientifica;
bulletl'istituzione di un'area operativa denominata "Trattamento testi e dati" per far acquisire le abilità necessarie ad operare in ambienti sempre più informatizzati.

 

INDICAZIONI METODOLOGICHE

Il traguardo formativo non deve consistere solo nel far acquisire conoscenze ma anche competenze e abilità, così da sviluppare abitudini mentali orientate alla risoluzione di problemi ed alla gestione delle informazioni. Diviene necessario, perciò, adottare una metodologia coerente rispetto a tali obiettivi e pertanto si suggerisce di:

bulletfar pervenire al possesso delle conoscenze prendendo le mosse da situazioni reali per sviluppare l'abitudine a costruire modelli;
bulletprivilegiare momenti di scoperta e successiva generalizzazione (a partire da casi semplici e stimolanti) che favoriscano l'acquisizione di comportamenti rivolti alla soluzione di problemi;
bulletfar realizzare piccoli progetti di difficoltà crescente per abituare alla formulazione di ipotesi ed al procedere per approssimazioni successive, così da avere costantemente presente il significato del proprio agire.

I programmi di insegnamento, preceduti da avvertenze concernenti le finalità, le indicazioni metodologiche, gli obiettivi generali e quelli annuali da perseguire, sono formulati in modo da lasciare spazio alla programmazione dei singoli Consigli di classe ed agli adeguamenti richiesti dalle continue innovazioni. Il piano di lavoro annuale di ogni corso definirà gli obiettivi intermedi, le forme oggettive di valutazione, i contenuti da privilegiare ecc., possibilmente con il contributo e la collaborazione di operatori esterni che contribuiranno a correlare l'attività didattica alle esigenze del mondo produttivo locale e nazionale.

Tale cooperazione è resa particolarmente efficace col ricorso ad iniziative che, sia pure sotto diverse forme (interventi di esperti, visite guidate in aziende, stage ecc.), agevolino il passaggio dalla scuola all'ambiente di lavoro.

Per realizzare tutto ciò è opportuno che i Capi d'Istituto organizzino incontri di programmazione e coordinamento didattico da svolgersi prima e durante l'anno scolastico, di massima una volta al mese. Solo così è possibile definire gli obiettivi comuni, analizzare i contenuti da privilegiare, concordare una metodologia coerente, verificare l'andamento dei risultati, misurare e valutare gli esiti. In altri termini, attuare quella proficua azione di programmazione e verifica senza la quale il processo formativo perde di sistematicità e di efficacia.

 

VERIFICA E VALUTAZIONE

La verifica ha lo scopo di:

bulletassumere informazioni sul processo di insegnamento/apprendimento in corso per orientarlo, modificarlo secondo le esigenze;
bulletcontrollare durante lo svolgimento dell'attività didattica l'adeguatezza dei metodi, delle tecniche e degli strumenti utilizzati ai fini prestabiliti;
bulletaccertare il raggiungimento degli obiettivi didattici prefissati;
bulletpervenire alla classificazione degli studenti.

Considerato che la metodologia suggerita si basa essenzialmente sulla programmazione attraverso unità didattiche e che all'interno di queste assume particolare rilevanza il momento diagnostico ai fini della modifica in itinere del processo di insegnamento/apprendimento, è indispensabile effettuare anche la valutazione formativa che non è utilizzata per la classificazione di profitto degli studenti, ma per individualizzare l'insegnamento e organizzare l'attività di recupero. È bene che tale verifica avvenga al termine di ciascuna unità didattica o dopo lo svolgimento di una sua parte significativa.

La valutazione sommativa, invece, viene effettuata al termine dello svolgimento di un segmento educativo per classificare gli studenti ed utilizza strumenti differenziati (prove scritte non strutturate, prove scritte strutturate, prove orali), funzionali ad accertare il raggiungimento dei diversi obiettivi prefissati. Per contenere la soggettività della valutazione delle prove non strutturate (alle quali non si deve in alcun caso rinunciare perché sono le sole che consentono di misurare obiettivi più elevati) è necessario predisporre apposite griglie.

La valutazione di fine periodo deve tenere conto dei risultati delle prove sommative e, specie nei primi anni del corso, di altri elementi, concordati in seno al Consiglio di classe, quali l'impegno, la partecipazione, la progressione rispetto ai livelli di partenza. Tali elementi devono essere oggetto di registrazione in itinere per evitare "effetti alone".

Per la valutazione di fine anno è necessario che i Consigli di classe verifichino se i livelli raggiunti sono adeguati ai livelli minimi disciplinari indispensabili per la frequenza della classe successiva, fissati in fase di programmazione dell'attività didattica.

 

PROFILO PROFESSIONALE

Il ragioniere, esperto in problemi di economia aziendale, oltre a una consistente cultura generale accompagnata da buone capacità linguistico-espressive e logico-interpretative, deve possedere conoscenze ampie e sistematiche dei processi che caratterizzano la gestione aziendale sotto il profilo economico, giuridico, organizzativo, contabile. In particolare egli deve essere in grado di analizzare i rapporti fra l'azienda e l'ambiente in cui opera per proporre soluzioni a problemi specifici.

Pertanto egli deve saper:

bulletutilizzare metodi, strumenti, tecniche contabili ed extra-contabili per una corretta rilevazione dei fenomeni gestionali,
bulletleggere, redigere ed interpretare ogni significativo documento aziendale,
bulletgestire il sistema informativo aziendale e/o i suoi sottosistemi anche automatizzati, nonché collaborare alla loro progettazione o ristrutturazione,
bulletelaborare dati e rappresentarli in modo efficace per favorire i diversi processi decisionali,
bulletcogliere gli aspetti organizzativi delle varie funzioni aziendali.

Egli, quindi, deve essere orientato a:

bulletdocumentare adeguatamente il proprio lavoro,
bulletcomunicare efficacemente utilizzando appropriati linguaggi tecnici,
bulletanalizzare situazioni e rappresentarle con modelli funzionali ai problemi da risolvere,
bulletinterpretare in modo sistemico strutture e dinamiche del contesto in cui opera l'azienda,
bulleteffettuare scelte e prendere decisioni ricercando ed assumendo le informazioni opportune,
bulletpartecipare al lavoro organizzato individuale o di gruppo accettando ed esercitando il coordinamento,
bulletaffrontare i cambiamenti aggiornandosi e ristrutturando le proprie conoscenze.

L'acquisizione di tali capacità gli derivano anche dall'abitudine ad affrontare e risolvere problemi di tipo prevalentemente gestionale, analizzati nelle loro strutture logiche fondamentali con un approccio organico ed interdisciplinare.

 

QUADRO ORARIO

Materie di insegnamento

Cl. I

Cl. II

Prove di esame

area comune

RELIGIONE-MATERIA ALTERNATIVA

1

1

 

ITALIANO

5

5

S.O.

STORIA

2

2

O

PRIMA LINGUA STRANIERA

3

3

S.O.

MATEMATICA E LABORATORIO

5

5

S.O.

SCIENZA DELLA MATERIA E LAB.

4

4

O.P.

SCIENZE DELLA NATURA

3

3

O.

DIRITTO ED ECONOMIA

2

2

O.

EDUCAZIONE FISICA

2

2

P.O.

totale ore area comune

27

27

 

area di indirizzo

SECONDA LINGUA STRANIERA

4

4

S.O.

ECONOMIA AZIENDALE

2

2

S.O. ()

TRATTAMENTO TESTI E DATI

3

3

P.

totale ore area indirizzo

9

9

 

TOTALE ORE

36

36

 

Costituzione delle Cattedre

50/A

italiano e storia

nella I e II classe di un corso

14 ore

50/A

lingua e lettere italiane, storia

nella III, IV e V classe di un corso

15 ore

46/A

prima lingua straniera

I, II, III, IV e V classe di un corso

15 ore

46/A

seconda lingua straniera

I, II, III, IV e V classe di un corso

17 ore

47/A o 48/A

matematica e laboratorio

nella I e II classe di un corso e in altra I o II classe

15 ore

48/A

matematica e laboratorio

nella III, IV e V classe di un corso e in una classe di altro corso

15 o 14 ore

13/A o 60/A o 38/A

scienza della materia e laboratorio

nella I e II classe di due corsi

16 ore

60/A

scienze della natura

nella I e II classe di tre corsi

18 ore

19/A

diritto ed economia

nella I e II classe di quattro corsi

16 ore

19/A

diritto, economia politica, scienza delle finanze

nella III, IV e V classe di un corso

17 ore

17/A

economia aziendale e laboratorio

I, II e IV classe di un corso nella III e V classe di un corso

14 ore
16 ore

75/A

trattamento testi e dati

nella I e II classe di tre corsi

18 ore

39/A

geografia economica

nella III, IV e V classe di due corsi

16 ore

 

Le finalità

ll corso di Diritto e di Economia promuove e sviluppa:

  1. la comprensione della realtà sociale attraverso la conoscenza dei principali aspetti giuridici ed economici dei rapporti sociali e delle regole che li organizzano;
  2. l'acquisizione di competenze nell'uso del linguaggio giuridico e di quello economico, anche come parte della competenza linguistica complessiva;
  3. la consapevolezza della dimensione storica della norma giuridica e delle teorie economiche per capire le costanti e gli elementi di relatività e di dipendenza rispetto al contesto socio-culturale in cui si è inseriti;
  4. l'educazione civile, civica e socio-politica attraverso l'esperienza, fatta anche nella scuola, di 'vivere in relazione con gli altri' in una prospettiva di rispetto, di tolleranza, di responsabilità e di solidarietà.

L'introduzione dell'insegnamento di Diritto ed Economia nei primi due anni della secondaria superiore risponde ad una esigenza di formazione del cittadino in quanto tale e non ha funzione strettamente propedeutica a successivi studi triennali di indirizzo, anche di quelli orientati in senso professionalizzante.

L'insieme delle finalità elencate caratterizza il corso non come giustapposizione di due discipline, ma come integrazione di esse in una serie di tematiche che partono da realtà vicine agli studenti e si sviluppano senza contraddire la logica intrinseca di ciascuna disciplina fino ad arrivare a problematiche istituzionali.

 

Gli obiettivi di apprendimento

Alla fine del corso lo studente deve dimostrare di essere in grado di:

  1. riconoscere, spiegare e utilizzare il linguaggio economico e il linguaggio giuridico necessari ad ogni cittadino;
  2. individuare le essenziali categorie concettuali del diritto e dell'economia;
  3. interpretare il testo costituzionale identificando:
bulletle radici storiche, le matrici culturali ed i valori ad esse sottesi, la strutturazione formale ed il funzionamento reale della Costituzione;
bulletle istituzioni in cui si articola l'ordinamento giuridico dello Stato;
  1. conoscere i settori di attività prevalenti sul territorio e i fondamentali operatori del sistema economico;
  2. descrivere il ruolo dello Stato nell'economia;
  3. consultare in modo autonomo i testi e le fonti giuridiche ed economiche;
  4. confrontare soluzioni giuridiche e modelli economici con situazioni reali;
  5. distinguere tra il valore cogente della norma positiva e la storicità delle soluzioni giuridiche, nonché tra le potenzialità e i limiti degli schemi interpretativi dei sistemi economici.

 

I contenuti: diritto

  1. Origine e funzioni del diritto: istituzioni e norma nell'evoluzione storica della società.
  2. Giustizia e diritto.
  3. Soggetti, oggetti e relazioni nell'esperienza giuridica.
  4. L'affermarsi dei diritti umani. Uguaglianza formale, partecipazione e uguaglianza sostanziale. Qualità della vita e diritto all'ambiente.
  5. Dallo Stato di diritto allo Stato sociale. Problemi e prospettive.
  6. Caratteri e principi fondamentali della Costituzione italiana.
  7. La Costituzione della Repubblica: sviluppo della persona tra libertà e solidarietà; diritti e doveri del cittadino nei rapporti civili, etico-sociali, economici e politici. Approfondimento dei seguenti temi: famiglia, scuola, lavoro, ambiente.
  8. L'ordinamento dello Stato italiano: organi costituzionali e loro principali funzioni. Le autonomie locali con riferimento allo Statuto della Regione di appartenenza.
  9. Stato italiano e Organizzazioni internazionali.

 

I contenuti: economia

  1. ll problema economico. Rapporto tra società umana, ambiente e risorse. Origine ed evoluzione dei sistemi economici moderni.
  2. Descrizione del sistema economico.
    1. Famiglie: reddito, consumo, risparmio, imprese: produzione, scambio, investimenti. Stato: servizi pubblici e tributi. Resto del Mondo: importazioni ed esportazioni.
    2. Flussi reali e flussi monetari.
  3. Produzione e mercati. Strutture, processi produttivi, tecnologie. ll ruolo dell'innovazione. I prezzi, coordinamento dello scambio e ripartizione del reddito.
  4. Il reddito nazionale: nozione e componenti; indici quantitativi e qualità della vita.
  5. Processi di crescita e squilibri dello sviluppo. Occupazione e disoccupazione. Evoluzione storica dell'intervento dello Stato nell'economia.
  6. Integrazione economica europea.
  7. Sviluppo e sottosviluppo. Interdipendenze internazionali. Ambiente e sviluppo sostenibile.
  8. Economia e giustizia. L'indirizzo costituzionale.

 

Indicazioni metodologiche

Una corretta impostazione didattica di questo insegnamento si configura come un percorso che:

bulletmotiva allo studio delle due discipline partendo dall'interesse dell'adolescente per i problemi del contemporaneo e della vita associata;
bulletprende lo spunto da situazioni che rientrano nell'esperienza individuale, familiare e .sociale dello studente;
bulletpassa, attraverso approssimazioni successive, da una fase descrittiva del fenomeno a progressive concettualizzazioni e generalizzazioni;
bulletrisale in seguito a sistemazioni, individuazioni di categorie generali, formulazioni di principi, enunciazioni di tendenze, inquadramenti storici complessivi;
bulletapplica i principi ricavati a situazioni nuove rispetto a quelle di partenza;
bulletutilizza al massimo documenti e testi originali, da affiancare ai manuali (Costituzione, I conti degli Italiani);
bulletvalorizza l'aspetto problematico ed il dibattito socio-culturale e politico sempre in atto rispetto alle discipline trattate.

Per la verifica degli apprendimenti è opportuno servirsi, oltre che di forme orali, anche di esercitazioni scritte opportunamente strutturate (test, questionari, prove oggettive) o libere (saggi, relazioni, riassunti, schemi).