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Piani di studio e Programmi del Triennio IGEA
Il programma del triennio IGEA e una presentazione generale
dell'articolazione dei piani di studio di questo indirizzo , con una spiegazione
del area di progetto .
PREMESSA
In conseguenza dei profondi e dinamici cambiamenti intervenuti nella realtà
economico-sociale è già da tempo evidente che il curricolo di studio
dell'indirizzo per "ragioniere e perito commerciale" degli ITC non
risponde più né alle esigenze del mondo del lavoro né alle aspettative della
società più in generale che richiedono ai neo-diplomati conoscenze, competenze
e abilità nuove.
Le considerazioni da cui si è partiti per elaborare questo nuovo curricolo
sono molteplici ed in sintesi riguardano:
 | la consistente inadeguatezza dei programmi in vigore rispetto alla
struttura economica attuale e prospettica del paese, caratterizzata dallo
sviluppo del settore terziario ed in particolare da quello delle tecniche di
distribuzione, dal decentramento produttivo delle imprese industriali, dalla
diffusa partecipazione dello Stato all'attività economica; |
 | il mutamento radicale del quadro legislativo che con la riforma tributaria
e i successivi provvedimenti in materia doganale, bancaria e valutaria ha di
fatto riformato il diritto commerciale; |
 | la decisiva svolta impressa dagli studi di economia aziendale alle
tecniche contabili che da strumento di rilevazione prevalentemente
consuntivo hanno assunto la valenza e l'autorevolezza di strumenti di
previsione, controllo e guida ai fini di una più efficace conduzione
aziendale; |
 | la complessità e la rilevanza assunta dalle operazioni di gestione
aziendale anche sotto il profilo civilistico-fiscale; |
 | la trasformazione indotta nell'organizzazione aziendale dal ricorso a
procedure automatizzate per il trattamento delle informazioni e quindi
l'esigenza di formare giovani che siano buoni utilizzatori dello strumento
informatico; |
 | la collocazione europea della nostra cultura; |
 | la continua e rapida evoluzione tecnologica che richiede ai giovani una
vasta professionalità di base e lo sviluppo di competenze nuove. |
Alla luce di tutto ciò, si è strutturato un curricolo che, in linea con le
indicazioni espresse dalle istituzioni scolastiche, dal mondo scientifico e dal
sistema produttivo, ha il fine di formare una persona capace di inserirsi in
contesti aziendali diversi, tutti caratterizzati dalla presenza di fenomeni
complessi, dalla sempre più diffusa automazione, dai frequenti mutamenti
tecnologici ed organizzativi.
Per ottenere la figura professionale delineata è stato totalmente
ristrutturato l'intero quinquennio e le principali innovazioni riguardano:
 | la suddivisione, nel biennio, delle discipline fra area comune ed area di
indirizzo secondo quanto suggerito dagli orientamenti pedagogici più
recenti; |
 | l'aumento complessivo delle ore di insegnamento settimanali con ampi spazi
riservati all'attività di laboratorio; |
 | l'inserimento nell'area comune del biennio di una materia denominata
"Diritto ed economia" che supera il concetto di "Educazione
civica", ritenuta inadeguata alle attuali esigenze formative; |
 | l'accorpamento di Ragioneria e Tecnica in un unico insegnamento denominato
"Economia aziendale" che si sviluppa durante l'intero quinquennio; |
 | la revisione sostanziale dell'insegnamento della Matematica a cui viene
affidato il compito di veicolare anche l'informatica secondo gli
intendimenti del Piano Nazionale Informatica; |
 | l'istituzione delle discipline "Scienza della materia" e
"Scienze della natura" per l'insegnamento integrato dell'area
scientifica; |
 | l'istituzione di un'area operativa denominata "Trattamento testi e
dati" per far acquisire le abilità necessarie ad operare in ambienti
sempre più informatizzati. |
INDICAZIONI METODOLOGICHE
Il traguardo formativo non deve consistere solo nel far acquisire conoscenze
ma anche competenze e abilità, così da sviluppare abitudini mentali orientate
alla risoluzione di problemi ed alla gestione delle informazioni. Diviene
necessario, perciò, adottare una metodologia coerente rispetto a tali obiettivi
e pertanto si suggerisce di:
 | far pervenire al possesso delle conoscenze prendendo le mosse da
situazioni reali per sviluppare l'abitudine a costruire modelli; |
 | privilegiare momenti di scoperta e successiva generalizzazione (a partire
da casi semplici e stimolanti) che favoriscano l'acquisizione di
comportamenti rivolti alla soluzione di problemi; |
 | far realizzare piccoli progetti di difficoltà crescente per abituare alla
formulazione di ipotesi ed al procedere per approssimazioni successive,
così da avere costantemente presente il significato del proprio agire. |
I programmi di insegnamento, preceduti da avvertenze concernenti le
finalità, le indicazioni metodologiche, gli obiettivi generali e quelli annuali
da perseguire, sono formulati in modo da lasciare spazio alla programmazione dei
singoli Consigli di classe ed agli adeguamenti richiesti dalle continue
innovazioni. Il piano di lavoro annuale di ogni corso definirà gli obiettivi
intermedi, le forme oggettive di valutazione, i contenuti da privilegiare ecc.,
possibilmente con il contributo e la collaborazione di operatori esterni che
contribuiranno a correlare l'attività didattica alle esigenze del mondo
produttivo locale e nazionale.
Tale cooperazione è resa particolarmente efficace col ricorso ad iniziative
che, sia pure sotto diverse forme (interventi di esperti, visite guidate in
aziende, stage ecc.), agevolino il passaggio dalla scuola all'ambiente di
lavoro.
Per realizzare tutto ciò è opportuno che i Capi d'Istituto organizzino
incontri di programmazione e coordinamento didattico da svolgersi prima e
durante l'anno scolastico, di massima una volta al mese. Solo così è possibile
definire gli obiettivi comuni, analizzare i contenuti da privilegiare,
concordare una metodologia coerente, verificare l'andamento dei risultati,
misurare e valutare gli esiti. In altri termini, attuare quella proficua azione
di programmazione e verifica senza la quale il processo formativo perde di
sistematicità e di efficacia.
VERIFICA E VALUTAZIONE
La verifica ha lo scopo di:
 | assumere informazioni sul processo di insegnamento/apprendimento in corso
per orientarlo, modificarlo secondo le esigenze; |
 | controllare durante lo svolgimento dell'attività didattica l'adeguatezza
dei metodi, delle tecniche e degli strumenti utilizzati ai fini
prestabiliti; |
 | accertare il raggiungimento degli obiettivi didattici prefissati; |
 | pervenire alla classificazione degli studenti. |
Considerato che la metodologia suggerita si basa essenzialmente sulla
programmazione attraverso unità didattiche e che all'interno di queste assume
particolare rilevanza il momento diagnostico ai fini della modifica in itinere
del processo di insegnamento/apprendimento, è indispensabile effettuare anche
la valutazione formativa che non è utilizzata per la classificazione di
profitto degli studenti, ma per individualizzare l'insegnamento e organizzare
l'attività di recupero. È bene che tale verifica avvenga al termine di
ciascuna unità didattica o dopo lo svolgimento di una sua parte significativa.
La valutazione sommativa, invece, viene effettuata al termine dello
svolgimento di un segmento educativo per classificare gli studenti ed utilizza
strumenti differenziati (prove scritte non strutturate, prove scritte
strutturate, prove orali), funzionali ad accertare il raggiungimento dei diversi
obiettivi prefissati. Per contenere la soggettività della valutazione delle
prove non strutturate (alle quali non si deve in alcun caso rinunciare perché
sono le sole che consentono di misurare obiettivi più elevati) è necessario
predisporre apposite griglie.
La valutazione di fine periodo deve tenere conto dei risultati delle prove
sommative e, specie nei primi anni del corso, di altri elementi, concordati in
seno al Consiglio di classe, quali l'impegno, la partecipazione, la progressione
rispetto ai livelli di partenza. Tali elementi devono essere oggetto di
registrazione in itinere per evitare "effetti alone".
Per la valutazione di fine anno è necessario che i Consigli di classe
verifichino se i livelli raggiunti sono adeguati ai livelli minimi disciplinari
indispensabili per la frequenza della classe successiva, fissati in fase di
programmazione dell'attività didattica.
AREA DI PROGETTO
Il principio dell'unitarietà del sapere e del processo formativo trova
esplicita e specifica affermazione anche nell'attuazione di un'area di progetto
che conduca al coinvolgimento ed alla concreta collaborazione interdisciplinare
estesa ad alcune o a tutte le discipline.
Al di là di iniziative più limitate, realizzate da gruppi di docenti,
occorre, pertanto, che nel corso del triennio siano attuati progetti di ricerca
interdisciplinare, di ampiezza e durata variabile, che affrontino un tipico
problema della conoscenza o un problema pratico di rilevante interesse per
l'indirizzo.
L'area di progetto,quindi, va intesa come simulazione di situazioni reali e
costituisce un valido strumento didattico non solo perché favorisce
l'interiorizzazione delle conoscenze attraverso la loro applicazione, ma anche
per la valenza formativa che deriva dall'imparare ad assolvere un compito
complesso, verificabile e finalizzato.
L'introduzione dell'area di progetto nel processo formativo può consentire
allo studente di:
 | cogliere l'unitarietà del sapere; |
 | riflettere sulle proprie capacità operative e organizzative; |
 | favorire il confronto tra istituzione scolastica e realtà lavorativa; |
 | contribuire a sviluppare senso di responsabilità e rispetto degli impegni
ma anche quella particolare disposizione mentale che induce a cercare nuove
soluzioni, a modificare i propri comportamenti, a rivedere i propri giudizi. |
In modo più analitico, l'attuazione dell'aria di progetto, oltre agli
obiettivi specifici delle materie direttamente coinvolte, consente di perseguire
e di verificare importanti obiettivi trasversali quali:
 | riconoscere la struttura di un sistema e l'insieme delle relazioni che
intercorrono fra le sue parti; |
 | individuare e rappresentare modelli o procedure; |
 | verificare progressivamente la validità degli esiti ed eventualmente
correggere in itinere l'impostazione; |
 | documentare il lavoro in modo corretto ed esauriente; |
 | comunicare efficacemente risultati. |
Per la realizzazione dell'area di progetto, oltre a definire l'oggetto,
l'articolazione della procedura e il tipo di prodotto atteso, occorre anche che
venga posta particolare attenzione ai seguenti aspetti:
 | la collocazione curricolare, per la quale si suggerisce l'ultimo biennio
poiché ciò consente agli studenti di partire da una solida base di
conoscenze, specie nelle materia professionali; |
 | la durata, che non deve comunque superare il 10% delle ore assegnate a
ciascuna disciplina coinvolta; |
 | le discipline interessate, che devono essere almeno una dell'area comune e
due dell'area professionale; |
 | la tipologia, che può assumere forme diverse come: |
 | l'indagine su comportamenti, bisogni, condizioni di vita, |
 | la ricerca scientifica o di mercato o di costume, |
 | la realizzazione di un prodotto (ad es.: procedura amministrativa
automatizzata, opuscolo illustrativo di un'attività, gestione simulata di
un'azienda, software per l'ottimizzazione delle giacenze di magazzino,
lancio di un nuovo prodotto ecc.). I progetti di un certo impegno e
complessità possono essere ripartiti fra due anni scolastici e suddivisi
fra più gruppi di studenti anche provenienti da classi parallele o da
indirizzi diversi, se ciò favorisce l'integrazione di competenze
differenti; |
 | la puntuale programmazione dell'intervento che deve tradursi
in un documento articolato da cui emergano con chiarezza le fasi e i tempi
di attuazione, le risorse necessarie e ottenibili, le modalità di lavoro,
le caratteristiche del prodotto finale; |
 | il coordinamento didattico che deve favorire l'intesa e la sistematica
informazione dei docenti (consigli di classe o gruppi pluriclasse), ma
soprattutto garantire la reciproca collaborazione; |
 | il coinvolgimento degli studenti che deve sviluppare in loro la
consapevolezza di ciò che dovranno fare e il senso della partecipazione. |
Le esperienze condotte in diverse scuole hanno messo in evidenza l'efficacia
formativa di progetti svolti su committenza esterna, anche se tale modalità
può verificarsi solo in un limitato numero di casi data la difficoltà a
trovare committenti. Per cercare di favorire questo rapporto, è consigliabile
che chi coordina l'iniziativa stabilisca molti contatti per ottenere commesse da
aziende private o enti e si adoperi per ottenerle anche se si tratta di
incarichi piuttosto semplici; in genere, il finalizzare il proprio operato a
produrre qualcosa di utile e spendibile rende gli studenti più incentivati e
rigorosi. Negli ultimi anni esempi significativi di committenza hanno riguardato
la conduzione di indagini per conto di enti pubblici, la produzione di programmi
software per la gestione di iniziative locali (mostre, fiere, convegni ecc.), lo
sviluppo di attività culturali o di attività aziendali o turistiche.
Va ricordato infine che un'attività così innovativa come quella dell'area
di progetto richiede anche la ridefinizione del ruolo del docente perché i suoi
compiti e le sue funzioni cambiano profondamente. Quando opera per realizzare
l'area di progetto, infatti, l'insegnante diventa il coordinatore
dell'iniziativa e costituisce una risorsa a disposizione degli studenti: non
deve mai sostituirsi ad essi, né guidarli passo passo o assegnare loro compiti
precisi e troppo parcellizzati.
Il ruolo principale del docente è, quindi, quello di aiutarli ad
organizzarsi e in particolare egli deve:
 | spiegare con chiarezza a tutta la classe il tipo di lavoro che comporta la
metodologia della progettazione; |
 | essere a disposizione dando consigli solo se strettamente indispensabile; |
 | evitare di partecipare ai lavori di gruppo; |
 | osservare attentamente il comportamento dei singoli studenti utilizzando
apposite griglie di rilevazione; |
 | monitorare sistematicamente l'intero svolgimento ed esprimere i suoi
commenti in occasione delle previste riunioni di verifica in itinere. |
Data la novità di questa azione didattica, la scarsa letteratura in merito e
il differente modo con cui, di conseguenza, viene intesa, si ritiene utile dare
qualche suggerimento su come organizzarla e valutarla.
Schema di procedura
La realizzazione del progetto deve prevedere la specifica dei passi da
compiere e delle relative attività, cioè una vera e propria procedura che,
opportunamente rappresentata e commentata, costituisce il tracciato a cui
bisogna attenersi. Le esperienze fin qui condotte suggeriscono di suddividere il
percorso in tre macrofasi articolate come nello schema qui riportato.
|
Fase |
Attività |
Soggetti coinvolti |
|
I
(di fattibilità) |
Definizione dell'area
Incontri eventuali con esterni anche per la ricerca di committenza
Elaborazione studio di fattibilità
|
Consiglio di classe;
gruppo di progetto;
studenti.
Consiglio di classe;
gruppo di progetto;
studenti.
Gruppi di studenti |
|
II
(di produzione) |
1. Individuazione degli strumenti
2. Definizione e distribuzione dei compiti
3. Specifica delle modalità di lavoro e dei tempi
4. Esecuzione del compito stesura di rapporto intermedio; presentazione
e discussione eventuale ridefinizione dei punti da 1 a 3 e rielaborazione
5. Stesura del rapporto di fine produzione |
Gruppo di progetto
+ gruppo di studenti
Gruppo di progetto
+ gruppo di studenti
Gruppo di progetto
+ gruppo di studenti
Gruppi di studenti
Gruppi di studenti
Gruppi di studenti
Gruppo di progetto
+ studenti
Gruppi di studenti |
|
III
(di valutazione e presentazione) |
Specifica delle modalità di validazione
Esecuzione della validazione
Analisi dei risultati
Eventuali modifiche
Produzione del rapporto finale e degli strumenti per la presentazione
Presentazione |
Gruppo di progetto
+ studenti
Gruppi di studenti
Gruppo di progetto
+ studenti
Gruppi di studenti
Gruppi di studenti
Consiglio di classe
+ gruppo di progetto
+ studenti
+ eventuale pubblico |
b) criteri di valutazione
Il prodotto a cui ciascuna classe o gruppi di studenti perviene deve sempre
dar luogo a due tipi di valutazione. La prima riguarda il prodotto in quanto
tale e viene svolta dal Consiglio di classe che deve tener conto di parametri
quali la completezza, la complessità, la correttezza delle soluzioni, la loro
originalità, la ricchezza della documentazione, il tipo di presentazione.
Il secondo tipo di valutazione riguarda gli studenti che hanno partecipato
all'attività e compete ai docenti direttamente coinvolti che esprimono il loro
giudizio in base alle capacità cognitive e ai comportamenti manifestati da
ciascun allievo.
Gli indicatori da utilizzare potrebbero essere i seguenti:
Aspetti cognitivi
 | Capacità di: |
 | organizzare il lavoro; |
 | proporre soluzioni originali: |
 | valutare realisticamente le soluzioni; |
 | ricorre a strumenti adeguati; |
 | realizzare le ipotesi, |
 | relazionare in modo corretto. |
Aspetti comportamentali
 | Capacità di: |
 | partecipare al lavoro in modo propositivo; |
 | impegnarsi nel portare a termine il compito; |
 | essere disponibile al confronto, |
 | ascoltare, chiedere ed esprimere il proprio pensiero; |
 | prendere decisioni; |
 | essere autonomi. |
Le schede elaborate non solo devono essere utilizzate per la stesura del
giudizio di ammissione all'esame di maturità, ma possono, insieme al progetto,
far parte della documentazione da presentare alla commissione esaminatrice.
PROFILO PROFESSIONALE
Il ragioniere, esperto in problemi di economia aziendale, oltre a una
consistente cultura generale accompagnata da buone capacità
linguistico-espressive e logico-interpretative, deve possedere conoscenze ampie
e sistematiche dei processi che caratterizzano la gestione aziendale sotto il
profilo economico, giuridico, organizzativo, contabile. In particolare egli deve
essere in grado di analizzare i rapporti fra l'azienda e l'ambiente in cui opera
per proporre soluzioni a problemi specifici.
Pertanto egli deve saper:
 | utilizzare metodi, strumenti, tecniche contabili ed extra-contabili per
una corretta rilevazione dei fenomeni gestionali, |
 | leggere, redigere ed interpretare ogni significativo documento aziendale, |
 | gestire il sistema informativo aziendale e/o i suoi sottosistemi anche
automatizzati, nonché collaborare alla loro progettazione o
ristrutturazione, |
 | elaborare dati e rappresentarli in modo efficace per favorire i diversi
processi decisionali, |
 | cogliere gli aspetti organizzativi delle varie funzioni aziendali. |
Egli, quindi, deve essere orientato a:
 | documentare adeguatamente il proprio lavoro, |
 | comunicare efficacemente utilizzando appropriati linguaggi tecnici, |
 | analizzare situazioni e rappresentarle con modelli funzionali ai problemi
da risolvere, |
 | interpretare in modo sistemico strutture e dinamiche del contesto in cui
opera l'azienda, |
 | effettuare scelte e prendere decisioni ricercando ed assumendo le
informazioni opportune, |
 | partecipare al lavoro organizzato individuale o di gruppo accettando ed
esercitando il coordinamento, |
 | affrontare i cambiamenti aggiornandosi e ristrutturando le proprie
conoscenze. |
L'acquisizione di tali capacità gli derivano anche dall'abitudine ad
affrontare e risolvere problemi di tipo prevalentemente gestionale, analizzati
nelle loro strutture logiche fondamentali con un approccio organico ed
interdisciplinare.
QUADRO ORARIO
|
Materie di insegnamento |
Cl. III |
Cl. IV |
Cl. V |
Prove di esame |
|
RELIGIONE - MATERIA ALTERNATIVA |
1 |
1 |
1 |
|
|
LINGUA E LETTERE ITALIANE |
3 |
3 |
3 |
S.O. |
|
STORIA |
2 |
2 |
2 |
O |
|
PRIMA LINGUA STRANIERA |
3 |
3 |
3 |
S.O. |
|
SECONDA LINGUA STRANIERA |
3 |
3 |
3 |
S.O. |
|
GEOGRAFIA ECONOMICA |
3 |
2 |
3 |
O. |
|
MATEMATICA E LABORATORIO |
4 |
4 |
3 |
S.O. |
|
ECONOMIA AZIENDALE E LAB. |
7 |
10 |
9 |
S.O. |
|
DIRITTO |
3 |
3 |
3 |
O. |
|
ECONOMIA POLITICA |
3 |
2 |
|
O. |
|
SCIENZA DELLE FINANZE |
|
|
3 |
O. |
|
EDUCAZIONE FISICA |
2 |
2 |
2 |
P.O. |
|
TOTALE ORE |
34 |
35 |
35 |
|
Costituzione delle Cattedre
|
50/A |
italiano e storia |
nella I e II classe di un corso |
14 ore |
|
50/A |
lingua e lettere italiane, storia |
nella III, IV e V classe di un corso |
15 ore |
|
46/A |
prima lingua straniera |
I, II, III, IV e V classe di un corso |
15 ore |
|
46/A |
seconda lingua straniera |
I, II, III, IV e V classe di un corso |
17 ore |
|
47/A o 48/A |
matematica e laboratorio |
nella I e II classe di un corso e in altra I o II classe |
15 ore |
|
48/A |
matematica e laboratorio |
nella III, IV e V classe di un corso e in una classe di altro corso |
15 o 14 ore |
|
13/A o 60/A o 38/A |
scienza della materia e laboratorio |
nella I e II classe di due corsi |
16 ore |
|
60/A |
scienze della natura |
nella I e II classe di tre corsi |
18 ore |
|
19/A |
diritto ed economia |
nella I e II classe di quattro corsi |
16 ore |
|
19/A |
diritto, economia politica, scienza delle finanze |
nella III, IV e V classe di un corso |
17 ore |
|
17/A |
economia aziendale e laboratorio |
I, II e IV classe di un corso nella III e V classe di un corso |
14 ore
16 ore |
|
75/A |
trattamento testi e dati |
nella I e II classe di tre corsi |
18 ore |
|
39/A |
geografia economica |
nella III, IV e V classe di due corsi |
16 ore |
Diritto ed Economia
Finalità dell'insegnamento
L'organizzazione sociale, politica ed economica degli uomini riuniti in
società costituisce l'oggetto di studio del Diritto e dell'Economia politica.
L'Economia Politica studia gli aspetti strutturali, funzionali e strumentali
del sistema economico e delle imprese considerate nelle loro interrelazioni con
i sottosistemi finanziario, creditizio, fiscale, occupazionale, secondo quadri
di riferimento storico-evolutivi, micro e macro-economici, pubblici e privati,
descrittivi e prescrittivi.
Il Diritto studia il sistema di regolamentazione giuridica della prassi
sociale, politica ed economica, considerato nei suoi aspetti normativi,
organizzativi, teleologici, sociologici, secondo quadri di riferimento non solo
formali e prescrittivi, ma anche reali, promozionali, organizzativi e
valutativi.
L'approccio economico e quello giuridico, pur prendendo in considerazione un
oggetto di studio in parte coincidente, si differenziano dal punto di vista
metodologico per la diversa natura dei due universi disciplinari, pur se
confluenti nel vasto campo delle scienze sociali: prevalentemente empirico e
positivo quello economico, prevalentemente deduttivo e normativo quello
giuridico.
Lo studio del Diritto mira a fornire agli studenti le conoscenze e le
competenze necessarie alla definizione della natura giuridica dei vari istituti,
all'analisi della normogenesi e del finalismo, alla considerazione dei problemi
interpretativi e sistematici delle norme, nonché del loro reale funzionamento.
Lo studio dell'Economia politica mira a promuovere la conoscenza dei
principi, delle regole, delle teorie concernenti i fenomeni produttivi,
distributivi, finanziari e creditizi, nonché dei processi programmatori e
organizzatori dell'attività economica. Inoltre, si propone di sviluppare la
capacità di interpretare le problematiche economiche sia in senso storico
evolutivo sia in senso sistemico al fine di rendere i giovani capaci di operare
scelte motivate.
Obiettivi dell'apprendimento
Al termine del corso gli studenti devono:
conoscere :
 | i principi generali del diritto; |
 | gli istituti fondamentali del diritto civile, commerciale e pubblico, con
riferimento anche agli ordinamenti comunitari; |
 | la struttura, gli elementi e il funzionamento del sistema economico e
delle imprese; |
 | il ruolo dello Stato nell'economia; |
 | i principi regolatori della politica economica e dell'attività
finanziaria dello Stato; |
essere in grado di :
 | analizzare situazioni di carattere giuridico ed economico, individuandone
gli elementi, le loro caratteristiche, i tipi e i rapporti di interazione; |
 | rilevare analogie e differenze nei fenomeni giuridici ed economici e
ricomporle in schemi sintetici; |
 | individuare il nesso causa-effetto tra fenomeni anche lontani nel tempo e
nello spazio ed esprimere le corrispondenti relazioni; |
 | interpretare, analizzare e comunicare i contenuti essenziali di testi e
fonti di informazione economica e giuridica; |
 | applicare le norme giuridiche generali e astratte a casi concreti,
utilizzando procedimenti logico-argomentativi e logico-formali; |
 | produrre atti e documenti relativi alla prassi negoziale, amministrativa,
economica e fiscale; |
 | operare autonomamente verifiche su soluzioni ipotizzate per risolvere
specifici problemi. |
Il perseguimento di questi obiettivi presuppone che siano consolidate,
ampliate e qualificate conoscenze e abilità, acquisite nel biennio sia nel
campo linguistico sia nel campo logico-argomentativo.
Nel campo linguistico occorre qualificare ulteriormente:
 | la conoscenza e la comprensione degli elementi, della struttura e delle
regole di formazione del linguaggio giuridico ed economico; |
 | le abilità ricettive e produttive del linguaggio giuridico ed economico,
sia come capacità di ascolto e di produzione orale, sia come capacità di
lettura e di elaborazione di documenti giuridici ed economici. |
Nel campo logico occorre qualificare ulteriormente:
 | la conoscenza, la comprensione delle regole e dei procedimenti della
logica giuridica ed economica; |
 | le relative capacità di adottare ragionamenti corretti e adeguati alla
diversità e alla complessità delle due discipline. |
Indicazioni metodologiche: diritto
Il metodo di studio del Diritto, secondo il tipo di conoscenze e di abilità
che si vogliono conseguire, si può articolare in diversi itinerari didattici.
Si possono così distinguere quattro tipi di apprendimento:
 | apprendimento di principi generali relativi agli aspetti ontologici,
assiologici, epistemologici e fenomenologici del diritto (ricerca teorica); |
 | apprendimento di concetti giuridici fondamentali relativi alla
sistemazione dogmatica e valutativa dei contenuti normativi (ricerca
sistematica); |
 | apprendimento di regole per risolvere casi concreti e per produrre atti
giuridici (ricerca applicata); |
 | apprendimento di dati e situazioni relativi allo studio empirico e
funzionale del diritto (ricerca empirica), anche al fine di
individuare ipotesi di riforma legislativa (ricerca propositiva). |
Al fine di realizzare gli itinerari indicati si suggerisce di programmare e
di attuare una prassi didattica ispirata ad una opportuna flessibilità di
modalità di insegnamento, basata su lezioni interattive, simulazioni di casi,
progetti di ricerca per scoperta.
Secondo le modalità prescelte occorre prevedere momenti e fasi di:
 | lettura e interpretazione di fonti normativa; |
 | analisi del processo di formazione delle norme; |
 | analisi di situazioni reali; |
 | costruzioni di schemi concettuali; |
 | redazione di atti, documenti e relazioni. |
Modalità di verifica e di valutazione
Con riferimento alle indicazioni su verifica e valutazione esposte nelle note
introduttive al curricolo e che debbono ritenersi qui richiamate, si
sottolineano le seguenti specificazioni:
 | le fonti legislative costituiscono materiali significativi per
l'elaborazione di prove oggettive dirette a verificare la conoscenza dei
contenuti normativi e la comprensione e l'applicazione della logica e del
linguaggio del diritto; |
 | le fonti dottrinarie possono essere utilizzate per l'elaborazione di prove
oggettive dirette a verificare la conoscenza argomentativa e sistematica del
diritto e la comprensione e l'applicazione della logica e del linguaggio dei
giuristi; |
 | gli atti giuridici prodotti dagli studenti possono essere utilizzati per
verificare la padronanza della logica e dei ragionamenti giuridici normativi
e non normativi; |
 | i colloqui orali, oltre a permettere la discussione delle prove oggettive,
debbono mirare a valutare le competenze logico-argomentative e
linguistico-espressive. |
Diritto: classe terza
Alla fine dell'anno scolastico, lo studente deve essere in grado di:
 | individuare la natura, i caratteri e la funzione originaria degli istituti
principali del diritto civile, nonché le trasformazioni intervenute a
seguito dei processi di commercializzazione e pubblicizzazione; |
 | analizzare i principali soggetti, oggetti e rapporti del diritto civile,
individuandone gli elementi, i caratteri e le relazioni; |
 | individuare le principali figure di diritti reali, coglierne analogie e
differenze in ordine alla natura, alla struttura, alla funzione, alla
normativa; |
 | individuare le principali figure di obbligazioni e contratti, coglierne
analogie e differenze in ordine alla natura, alla struttura, alla funzione,
alla normativa; |
 | enunciare il sistema generale dei diritti patrimoniali e il modello delle
fonti costitutive e delle vicende modificative ed estintive degli stessi
diritti, partendo dalla fattispecie normativa; |
 | rilevare casi di difformità tra modello normativo e prassi concreta della
contrattazione con riferimento ai vari elementi del contratto, ricercandone
le cause che le determinano; |
 | redigere semplici contratti di compravendita, locazione, mandato, mutuo,
previa scelta motivata e interpretazione delle norme astratte da applicare
alle fattispecie concrete; |
 | formulare schede di sintesi sugli istituti giuridici, compilare modelli
normativi e dogmatici, redigere brevi relazioni e resoconti. |
1. La norma giuridica
 | I caratteri e le fonti. |
 | L'interpretazione. |
2. I soggetti di diritto
 | Le persone fisiche. |
 | Le persone giuridiche. |
3. Gli oggetti del diritto
 | I principi fondamentali. |
4. I diritti reali
 | I principi e gli istituti fondamentali. |
 | La proprietà. |
5. Le obbligazioni
 | Gli elementi e le fonti. |
 | Le modificazioni, l'adempimento e l'inadempimento. |
6. La tutela del credito
 | I principi e gli istituti fondamentali. |
7. Il contratto e l'autonomia contrattuale
 | Gli elementi costitutivi. |
 | La validità e l'invalidità. |
 | L'efficacia. |
8. I contratti nel diritto italiano
 | I contratti tipici e i contratti atipici. |
 | Alcuni contratti atipici: compravendita, locazione, mandato, mutuo. |
9. l principio di responsabilità
 | La responsabilità contrattuale ed extracontrattuale. |
 | La responsabilità da fatto illecito. |
Diritto: classe quarta
Alla fine dell'anno scolastico, lo studente deve essere in grado di:
 | individuare l'evoluzione storica, le vicende della codificazione, la
natura e la funzione del diritto commerciale; |
 | individuare il ruolo delle norme giuridiche nel contesto del sistema
informativo aziendale: in particolare, analizzare i vari istituti del
diritto commerciale e gli adempimenti da essi previsti, diretti non solo ad
assicurare la legalità dell'attività aziendale, ma anche ad ordinare,
razionalizzare e regolare il flusso delle decisioni, degli atti e delle
vicende aziendali; |
 | individuare, analizzare, giustificare le tipologie di imprese commerciali
individuali e collettive disciplinate nel nostro ordinamento giuridico,
coglierne analogie e differenze in ordine a natura, struttura, funzione; |
 | individuare e analizzare gli elementi soggettivi, oggettivi, funzionali e
finalistici dell'impresa, individuare le norme generali di riferimento
applicabili alle diverse fattispecie; |
 | analizzare la funzione dei principali atti e contratti commerciali; |
 | individuare e analizzare gli elementi soggettivi, oggettivi e funzionali
dei vari contratti commerciali, documentare analogie e differenze in ordine
alla natura, alla struttura, alla funzione, alla normativa; |
 | applicare le norme astratte ai casi concreti, attraverso un duplice
processo di analisi del caso e di interpretazione delle norme; |
 | formulare ipotesi risolutive di casi giuridici di media complessità,
motivando le scelte e redigendo i relativi atti; |
 | formulare schede di sintesi sugli istituti giuridici, compilare modelli
normativi e dogmatici, redigere brevi relazioni e resoconti. |
1. L'imprenditore e l'impresa
 | Lo statuto dell'imprenditore. |
 | Le diverse tipologie di impresa. |
2. L'azienda
 | Gli elementi e i segni distintivi. |
 | Il trasferimento dell'azienda. |
3. La società
 | Il contratto di società. |
 | Le società previste dall'ordinamento italiano. |
 | Società di persone e società di capitale. |
 | Le principali società negli ordinamenti degli altri paesi dell'U.E. |
4. La crisi dell'impresa
 | Le procedure concorsuali: principi e istituti fondamentali. |
5. I contratti dell'impresa
 | I principali contratti tipici. |
 | Le nuove forme contrattuali autonome. |
 | Il contratto di lavoro, con richiamo dei principi generali della
legislazione sociale e del lavoro. |
6. I titoli di credito
 | La natura e la funzione dei titoli di credito. |
 | Caratteri e tipologie. |
Diritto: classe quinta
Alla fine dell'anno scolastico, lo studente deve essere in grado di:
 | analizzare e valutare gli aspetti formali e sostanziali della garanzia
costituzionale, come garanzia che, attraverso il primato della norma
costituzionale e la gerarchizzazione delle altre fonti normative, pone a
fodamento del nostro ordinamento giuridico e politico i principi dello Stato
di diritto e dello Stato sociale; |
 | valutare il divario tra Costituzione formale e Costituzione materiale in
riferimento all'attuazione della garanzia e alla tutela costituzionale dei
diritti dell'uomo e del cittadino; |
 | analizzare e valutare i principi costituzionali dell'amministrazione
pubblica; |
 | analizzare e valutare i principi costituzionali della giurisdizione
civile, penale e amministrativa; |
 | interpretare, integrare e sistematizzare le norme che regolano l'attività
amministrativa dello Stato e degli enti autonomi; |
 | analizzare e valutare l'attività amministrativa come attività immediata
e diretta a risolvere i bisogni della comunità; |
 | analizzare i procedimenti e redigere gli atti amministrativi più
ricorrenti nella vita sociale e aziendale; |
 | interpretare, integrare e sistematizzare le norme principali che regolano
l'attività giurisdizionale dello Stato; |
 | analizzare e valutare l'attività giurisdizionale come attività diretta
ad applicare le norme astratte ai casi concreti per risolvere conflitti e
controversie; |
 | analizzare e valutare il funzionamento reale della Costituzione, con
riferimento all'organizzazione amministrativa e giurisdizionale dello Stato
italiano; |
 | formulare schede di sintesi sugli istituti giuridici, compilare modelli
normativi e dogmatici, redigere brevi relazioni e resoconti. |
1. Il cittadino e la Costituzione
 | Le garanzie costituzionali. |
 | La legge costituzionale. |
 | La Corte Costituzionale. |
2. Il cittadino e la Pubblica Amministrazione
 | L'attività amministrativa. |
 | Il procedimento e l'atto amministrativo. |
 | L'organizzazione amministrativa. |
 | Il decentramento. |
 | Le autonomie locali. |
3. Il cittadino e l'amministrazione della giustizia
 | I principi generali costituzionali. |
 | La corte Costituzionale e la giustizia costituzionale. |
 | La tutela giurisdizionale. |
 | Giurisdizione civile. |
 | Giurisdizione penale (cenni). |
 | Giurisdizione amministrativa. |
 | Il contenzioso tributario. |
 | La giustizia europea. |
Economia politica: classe terza
- Alla fine dell'anno scolastico, lo studente deve essere in grado di:
 | rilevare gli elementi del sistema economico e la correlazione fra essi
esistente per acquisire una chiara visione dell'intero processo di
funzionamento del sistema; |
 | descrivere il funzionamento del sistema economico secondo i vari
modelli interpretativi; |
 | indicare analogie e differenze tra i vari tipi di sistemi economici; |
 | analizzare i differenti fattori produttivi e rilevare come la loro
diversa combinazione incida sui risultati economici; |
 | analizzare la differenza fra costi privati e costi sociali; |
 | distinguere specificità e interdipendenze delle sfere della
produzione, della domanda, della distribuzione; |
 | riconoscere differenze ed analogie fra i vari regimi di mercato; |
 | esaminare e confrontare dati economici; |
 | interpretare, analizzare e comunicare i contenuti essenziali dei vari
testi economici; |
 | redigere relazioni e resoconti. |
- 1. Aspetti e problemi del funzionamento del sistema
economico
 | Le sfere, i mercati e gli operatori. |
 | I vari modelli interpretativi. |
- 2. Gli operatori economici
 | La famiglia. |
 | L'impresa. |
 | Lo Stato. |
- 3. La sfera della produzione
 | I fattori della produzione. |
 | I costi e i ricavi. |
 | I costi privati e i costi sociali. |
- 4. La sfera della domanda
 | Il comportamento del consumatore. |
 | Consumi e risparmi. |
 | Gli investimenti. |
- 5. I mercati
 | I mercati di concorrenza perfetta. |
 | I mercati non concorrenziali. |
 | La formazione dei prezzi. |
 | L'equilibrio e i disequilibrio del mercato. |
 | I mercati delle merci e del lavoro. |
- 6. La sfera della distribuzione
 | I salari, i profitti e le rendite. |
 | Le teorie alternative sulla distribuzione del reddito. |
Economia politica: classe
quarta
- Alla fine dell'anno scolastico, lo studente deve essere in grado di:
 | individuare e analizzare le problematiche relative alla politica
economica, il significato delle scelte di politica economica e i loro
riflessi sullo sviluppo e sull'occupazione; |
 | individuare la funzione di guida che lo Stato assume nei sistemi ad
economia mista; |
 | riconoscere le variabili economiche su cui agisce lo Stato e gli
effetti che queste provocano sugli obiettivi di breve e lungo termine; |
 | individuare gli strumenti di politica economica e le relazioni fra
obiettivi e strumenti; |
 | individuare le analogie e le differenze tra mercato monetario e
mercato finanziario e i relativi rapporti di interdipendenza; |
 | utilizzare strumenti di analisi finanziaria per effettuare scelte
efficaci e motivate, in un mercato dinamico e ricco di alternative; |
 | analizzare la dinamica del sistema economico, le cause e gli effetti
dell'inflazione, le relative teorie; |
 | indicare le ragioni economiche del commercio internazionale e i loro
effetti sulla distribuzione mondiale delle risorse; |
 | individuare l'esigenza dei tempi moderni di collaborare su scala
mondiale per risolvere i problemi che hanno assunto dimensioni
planetarie; |
 | interpretare, analizzare e comunicare i contenuti essenziali di testi
economici; |
 | osservare e valutare il reale funzionamento del sistema economico; |
 | esaminare e confrontare dati economici; |
 | redigere relazioni e resoconti. |
- 1. L'intervento dello Stato nell'economica
 | Gli obiettivi della politica economica. |
 | Gli strumenti della politica economica. |
- 2. La politica monetaria
 | Le teorie della moneta. |
 | Il mercato monetario e finanziario e il sistema creditizio. |
- 3. La politica fiscale
 | La redistribuzione del reddito. |
 | La spesa pubblica. |
- 4. La dinamica del sistema economico
 | Il ciclo economico. |
 | L'inflazione e le teorie relative. |
 | L'occupazione. |
- 5. L'operatore Resto del Mondo
 | Le teorie del commercio internazionale. |
 | Il commercio internazionale e la distribuzione mondiale delle risorse. |
 | I sistemi di pagamento. |
- 6. L'U.E. e le altre organizzazioni economiche
internazionali
Scienza delle finanze:
classe quinta
Alla fine dell'anno scolastico, lo studente deve essere in grado di:
 | individuare i principi regolatori dell'attività finanziaria dello Stato e
i modi in cui l'operatore pubblico acquista e utilizza le risorse necessarie
per lo svolgimento dei propri compiti; |
 | individuare la politica fiscale come strumento che si prefigge la
redistribuzione del reddito, l'accrescimento dell'efficienza del sistema e
della sua attitudine a produrre benessere; |
 | individuare la necessità dell'inquadramento della spesa pubblica in una
politica di programmazione; |
 | analizzare gli effetti economici della spesa pubblica; |
 | rappresentare la molteplicità delle entrate pubbliche come mezzo che
consente di attuare una politica delle entrate rivolta alla stabilità e
allo sviluppo; |
 | individuare i motivi che rendono il bilancio pubblico strumento di
programmazione per pianificare la spesa pubblica allo scopo di garantire la
piena occupazione e di massimizzare lo sviluppo del paese; |
 | individuare e analizzare i rapporti tra finanza statale e finanza locale; |
 | descrivere l'evoluzione e la struttura del sistema tributario italiano; |
 | interpretare i principi costituzionali su cui si basa il sistema
tributario italiano; |
 | individuare e distinguere gli aspetti giuridici ed economici delle singole
imposte; |
 | esaminare, interpretare e utilizzare i vari documenti (bilancio della
scuola, del Comune ecc) con riferimento alla normativa fiscale studiata; |
 | redigere e produrre documenti (ad esempio dichiarazione dei redditi)
applicando la relativa normativa fiscale; |
 | interpretare, analizzare e comunicare i contenuti essenziali di testi
economici e finanziari. |
 | formulare ipotesi risolutive di problemi finanziari di media complessità
motivando le scelte e verificando le soluzioni. |
1. La scienza delle finanze
 | La politica economica e la politica finanziaria. |
 | Gli obiettivi e gli strumenti dell'intervento pubblico. |
2. La politica della spesa
 | La struttura della spesa pubblica. |
 | La spesa per la sicurezza sociale. |
3. La politica dell'entrata
 | Le diverse forme di entrata. |
 | I principi e le forme del prelievo fiscale. |
 | Gli effetti dell'imposizione fiscale. |
4. La politica del bilancio
 | Le teorie del bilancio. |
 | Il bilancio e la programmazione economica. |
 | Il bilancio dello Stato italiano e altri documenti di politica
economico-finanziaria. |
 | Il debito pubblico. |
5. La finanza locale
 | I principi costituzionali. |
 | I rapporti tra finanza statale e finanza locale. |
6. Il sistema tributario italiano
 | La struttura. |
 | Gli aspetti giuridici ed economici delle singole imposte. |
Indicazioni metodologiche
Il metodo di studio dell'economia politica, a seconda delle conoscenze e
delle abilità che si vogliono conseguire, si può articolare in diversi
itinerari didattici:
 | ricerca teorica, diretta all'apprendimento dei principi generali e delle
principali correnti del pensiero economico e finanziario; |
 | ricerca sistemica, diretta ad evidenziare le interazioni tra le variabili
micro e macro economiche; |
 | ricerca empirica, diretta all'apprendimento di regolarità economiche,
situazioni, dati, relativi al funzionamento dell'economia del Paese, per
individuare ipotesi di innovazioni (ricerca propositiva). |
Si tratta di apprendimenti che implicano modalità diversamente articolate di
approccio al fenomeno economico e finanziario e che richiedono, dunque, un
metodo di insegnamento flessibile, che può, a seconda dei casi, utilizzare
modalità e tecniche differenti: lezione interattiva, scoperta guidata, problem
solving, simulazione.
In particolare si suggerisce di:
 | affrontare la disciplina con approccio sistemico, evidenziando le
relazioni logiche, la dimensione storica, l'interazione fra fenomeni
economici, finanziari, giuridici, politici e sociali; |
 | utilizzare un testo di storia del pensiero economico per avvicinare i
giovani agli scritti originali degli autori; |
 | sottolineare l'importanza delle diverse teorie, che rappresentano modelli
interpretativi alternativi; |
 | evidenziare che ogni modello interpretativo non è mai rigorosamente
neutrale, ma risente del bagaglio ideologico soggettivo di ciascun
economista; |
 | valorizzare, attraverso la lettura di giornali, il dibattito
socio-economico; |
 | procedere, per approssimazioni successive, a sistemazioni, enunciazioni di
tendenze, inquadramenti storici complessivi; |
 | realizzare frequenti produzioni scritte, necessarie al fine di fare
acquisire allo studente una maggiore padronanza di registri linguistici e
una capacità di rielaborazione personale e critica; |
 | realizzare lavori di gruppo; |
 | presentare situazioni nelle quali attuare processi decisionali che tengano
conto della elevata variabilità del sistema economico-sociale. |
Modalità di verifica e di valutazione
Le modalità di verifica e valutazione sono quelle indicate in premessa.
In particolare si deve avere cura di articolare le prove secondo diverse
modalità (esercitazioni scritte e interrogazioni) da misurarsi con l'aiuto di
griglie preordinate e opportunamente tarate.
Le esercitazioni scritte saranno strutturate in relazione agli obiettivi che
si intendono misurare e finalizzate ad avere una pluralità di elementi per la
valutazione (a soluzione programmata, test, questionari, relazioni, saggi
brevi).
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