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Direttiva di Bassanini: i 1260 miliardi del "concorsone" cancellato saranno distribuiti a pioggia

 

 

Soldi ai professori pochi ma a tutti

Fonte . Repubblica 2001

 

ROMA - Soldi agli insegnanti più bravi, premi alla professionalità e al merito: ecco l'ultimo atto. Dopo gli scioperi, le polemiche e gli accordi, dopo tanto parlare di Europa e di nuove carriere, arrivano nelle tasche dei professori i soldi del discusso "concorsone".

 

I 1260 miliardi che erano stati stanziati per premiare i professori più meritevoli verranno distribuiti ma poco e niente andrà nella busta paga dei migliori. Una quota che oscilla dai 200 ai 400 miliardi verrà assegnata alle singole scuole per essere distribuita ai professori più "impegnati" nella didattica, il resto della somma verrà distribuito "a pioggia" tra tutti gli insegnanti. Il ministro della Funzione pubblica, Franco Bassanini, ha inviato all'Aran la direttiva che consentirà l'utilizzo dei 1260 miliardi. Un comunicato, scritto in un complicato linguaggio burocratico, spiega che le risorse "sono finalizzate in primo luogo a retribuire, insieme con quelle del secondo biennio economico, l'impegno professionale di tutti i docenti" ma "una congrua quota tra 200 e 400 miliardi - secondo quanto sarà stabilito a seguito di un accordo tra le parti - sarà attribuita direttamente alle scuole". Le scuole procederanno alla distribuzione premiando l'impegno dei professori che si distinguono "nell'esercizio dell'attività didattica collegato alla flessibilità oraria, alle attività aggiuntive di insegnamento o a prestazioni lavorative effettuate in condizioni di disagio".

 

Si chiude così - anche se parte della trattativa è ancora da fare - un capitolo molto discusso della recente storia scolastica. Tutto era iniziato con la proposta dell'ex ministro della Pubblica istruzione Berlinguer di promuovere un concorso che valutasse i professori più meritevoli: a questi sarebbero andati aumenti di stipendio. Per la prima volta veniva introdotto nel sistema scolastico italiano il criterio del "merito", si sanciva la differenza tra le professionalità dei docenti. Berlinguer voleva introdurre un sistema nuovo forse con un metodo vecchio: il concorso. A quella proposta seguì una rivolta dei professori che boicottarono l'iniziativa, ci fu un lungo braccio di ferro e il concorso fu ritirato.

 

Rimanevano i soldi, 1260 miliardi, restava un problema: il modo con cui distribuirli. Sui criteri si sono ritrovati divisi gli stessi sindacati, la Cgil più favorevole a premiare il merito, Cisl e autonomi propensi a distribuire gli aumenti a "pioggia". Una divisione che permane. Il segretario della Cgil Scuola Enrico Panini ha criticato l'atto della Funzione pubblica: "Il governo non ha una proposta, nelle risorse da destinare alle scuole, ad esempio, indica una forbice da 200 a 400 miliardi e poi dice: se la sbrighi la contrattazione. E' un atto pilatesco". Le carriere degli insegnanti, il merito, tutto rinviato al prossimo contratto.

 

MARINA CAVALLIERI

 

(28 gennaio 2001)