Costo POS

Non avere il POS può costarti caro. Aldilà delle sanzioni in cui puoi incorrere se non hai il POS obbligatorio nella tua attività commerciale, non poter accettare pagamenti con carta mette a rischio anche le tue vendite.

Secondo indagini di settore infatti, un potenziale cliente su cinque dichiara di rinunciare completamente all’acquisto quando non può pagare con carta.

E questi numeri sono destinati ad aumentare.

La crescita della moneta elettronica in Italia è in forte accelerazione.

Secondo l’Osservatorio carte di credito e digital payments (curato da Ipsos, Assofin e Nomisma), nel 2018 l’uso di mezzi di pagamento diversi dal contante è salito del 6,8%, portando al raggiungimento della cifra record di 230 miliardi di euro pagati cashless. 

Il Governo contribuisce alla spinta in questa direzione, introducendo nella Legge di Bilancio 2020 misure che sfavoriscano l’uso del contante, e al contempo, a partire da luglio, un credito d’imposta al 30% sulle commissioni del POS utilizzabile per pagare le tasse per gli esercenti.

I dati testimoniano un cambiamento in corso delle abitudini degli italiani. Il ricorso all’assegno è crollato, mentre è aumentato quello dei bonifici e soprattutto quello delle carte di debito. I consumatori portano con sé sempre meno contante e l’uso della moneta elettronica anche negli acquisti quotidiani si fa sempre più frequente.

Non avere il POS significa ridurre le vendite e, di conseguenza, gli incassi.

Tuttavia, costi generalmente alti, contratti poco trasparenti e clausole vincolanti hanno scoraggiato molti esercenti e professionisti dal dotarsi di un terminale.

Per fortuna il mercato dei POS si è evoluto molto negli ultimi anni. Le banche non la fanno più da padrone. Nuovi operatori non bancari, italiani e internazionali, non dovendo farsi carico delle spese fisse tipiche delle banche tradizionali, offrono soluzioni semplici, trasparenti, e con costi ridotti.

Costi POS

Non esiste risposta universale alla domanda ‘quanto costa il POS’ perché il costo del POS effettivo dipende dall’offerta scelta. E le offerte variano molto fra di loro. Ci sono POS con canone ma senza commissioni, e POS con commissioni ma senza canone. Alcuni applicano solo costi percentuali, altri anche costi fissi. C’è chi offre sconti in base al volume e chi offre un’offerta semplice con percentuale sempre uguale.

Si stima che il 90% degli esercenti non conosce il costo reale del POS che ha installato.

Per scegliere il POS più conveniente dobbiamo innanzitutto saper distinguere i diversi tipi di costi. Il costo totale del POS è dato dalla somma di più voci (di spesa). Di seguito le prendiamo in esame tutte.

Costo di acquisto e attivazione

Costo una tantum che copre almeno in parte il costo del POS, l’apparecchio vero e proprio.

Nel caso di offerte bancarie tradizionali generalmente comprende il costo di installazione e di configurazione e test iniziale da parte di un tecnico.

Il POS che “compri” da banche o società di intermediazione è considerato in comodato d’uso e devi restituirlo quando rescindi il contratto. Nel caso di offerte online come SumUp e iZettle il POS che compri diventa di tua proprietà al 100%. 

Canone mensile

Somma fissa che devi pagare ogni mese per il noleggio o comodato d’uso del POS e servizi associati. Questo tipo di costo non è universale: ci sono POS senza canone, senza costi fissi e senza vincoli contrattuali, per cui paghi solo quando li usi.

I POS senza canone sono ideali per le piccole attività che non possono e non vogliono caricarsi di costi fissi.

Commissione percentuale sulla transazione

Costo percentuale che l’esercente paga sul valore della transazione.

Potrebbe variare in base al tipo di carta (personale, aziendale), al circuito di cui fa parte (Visa, Mastercard, American Express, Bancomat), e alla politica commerciale della banca (sconti in base al volume di transazioni, storia del cliente con l’istituto, ecc). Questo rende praticamente impossibile per l’esercente quantificare quanto costerà una determinata transazione.

Questa imprevedibilità vale solo per i POS bancari tradizionali. Se vuoi evitare sorprese puoi optare per la nuova generazione di POS mobile: stabiliscono una percentuale unica per tutti i tipi di carta e di circuiti, quindi sai sempre, con certezza, quanto pagherai.

Ad oggi esiste solo un POS senza commissioni: Axerve Easy di Banca Sella.

Commissione fissa sulla transazione

Costo fisso applicato da alcuni istituti bancari su ogni pagamento accettato, a prescindere dall’importo. Può andare da qualche centesimo a qualche euro. L’impatto sul costo complessivo del POS dipende dal numero di transazioni che fai.

Il POS con commissione fissa è particolarmente oneroso per chi accetta molti pagamenti di piccoli importi (come un bar, ad esempio.)

Su un pagamento di 5 euro una commissione fissa di “soli” 25 centesimi rappresenta ben il 5% del totale. A cui si somma il costo percentuale.

A prescindere dall’importo medio dei pagamenti che accetti ti sconsiglio di sottoscrivere un’offerta con commissione fissa: ci sono tante buone opzioni senza questo tipo di costo.

Commissione percentuale + commissione fissa

Alcuni fornitori di POS applicano contemporaneamente entrambi i tipi di commissione. La commissione percentuale potrebbe essere più bassa, ma questo costo ridotto viene compensato dalla commissione fissa per transazione.

Costi vari

I costi vari del POS vengono perlopiù ignorati dagli esercenti perché contratti o consulenti poco trasparenti li rendono difficili da individuare. Esempi di costi vari sono costo di installazione, configurazione, e disinstallazione del POS, interventi del tecnico, storno delle transazioni, assistenza telefonica. Sono caratteristici dei POS bancari. Sono generalmente inesistenti nelle offerte semplificate dei POS senza banca.

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